giovedì 13 gennaio 2011

Il Polo si sposta troppo velocemente

... «il Polo Nord magnetico si è spostato dal Canada verso la Russia di circa 40 miglia» - 64,3 km - ad una velocità «più alta del solito»...


L’aeroporto internazionale di Tampa ha chiuso una delle piste d’atterraggio per lo stesso motivo che potrebbe essere all’origine della morìa di pesci e uccelli che si è verificata in più parti del mondo: la massa magnetica al Polo Nord della Terra sta oscillando più rapidamente di quanto avviene di solito.
Lo scenario, fra fisica e fantascienza, richiama alla memoria la trama del romanzo «The Core» di Paul Preuss che nel 2003 il regista Jon Amiel portò sul grande schermo con l’omonimo titolo, raccontando la scelta del presidente degli Stati Uniti di fare esplodere degli ordigni nucleari nel magma terrestre per riattivare la rotazione terrestre misteriosamente bloccata. Non siamo certo a tali scenari apocalittici ma le prime scene di quel film, con stormi di uccelli morti che cadevano dal cielo e aerei che precipitavano all’improvviso hanno a che vedere con gli stessi motivi che hanno spinto le autorità dell’aeroporto internazionale di Tampa in Florida a chiudere una delle principali piste d’atterraggio, spiegandone i motivi con dovizia di dettagli.

Il motivo, come hanno sottolineato i portavoce dello scalo, è che «il Polo Nord magnetico si è spostato dal Canada verso la Russia di circa 40 miglia» - 64,3 km - ad una velocità «più alta del solito» e di conseguenza devono essere ricalcolati circa cento pannelli e quaranta segnali che guidano gli aerei in fase di atterraggio. Se infatti il Polo Nord geografico è un punto convenzionale fisso stabilito sulle mappe, quello magnetico è in continuo spostamento fra il Canada e la Siberia e la sua posizione serve a orientare i piloti degli aerei proprio come una semplice bussola.

Per avere un’idea dello spostamento del Polo Nord magnetico basti tener presente che 700 mila anni fa era invertito con quello al Sud del Pianeta. L’umanità è comunque abituata a convivere con spostamenti minimi e di conseguenza «i piloti volano con l’aiuto delle bussole magnetiche e le piste di atterraggio sono disegnate lungo i punti di questa bussola», come ha spiegato uno dei portavoce dello scalo, sottolineando però «che il problema è che un punto ritenuto a 180 gradi si trova ora, diciamo, a 190 gradi».

L’idea che i piloti dei jet commerciali adoperino ancora bussole magnetiche nell’era del Gps via satellite può sembrare anomala ma in attesa di modifiche della strumentazione di bordo delle maggiori compagnie civili l’aeroporto non ha avuto alternativa che ordinare il blocco dell’uso di una pista. Anche le autorità dello scalo di Atlanta, in Georgia, stanno valutando una simile decisione per garantire la massima sicurezza ai passeggeri.

A conferma delle preoccupazioni di Tampa e Atlanta la «Federal Aviation Administration», che controlla il traffico aereo civile sugli Stati Uniti, ha avallato la necessità di ridisegnare «almeno una delle piste di atterraggio» in tempi stretti. Le notizie in arrivo da Florida e Georgia hanno spinto comunità scientifica ed esperti meteo a prendere in considerazione l’ipotesi che anche l’improvvisa morte di migliaia di uccelli e pesci in Brasile, Gran Bretagna, Italia, Svezia, Nuova Zelanda e Stati Uniti possa essere legata al brusco movimento del magnetismo terrestre.

Se il Polo Nord infatti si muove in fretta gli uccelli si confondono, perdono l'orientamento, cambiano i loro soliti comportamenti e seguono rotte insolite rischiando di urtare contro correnti d’aria sconosciute che ne possono causare la morte improvvisa. Lo stesso vale per i pesci, il cui orientamento errato può spingerli in acque troppo gelide per sopravvivere, causando la morte di branchi molto numerosi.

Fonte: La Stampa 9/11/2011

Preludio all'inversione dei poli?

martedì 30 novembre 2010

Allarme rosso climatico alle Canarie, neve a Madrid



(ANSA) - MADRID, 29 NOV - Prima neve su Madrid oggi, mentre in buona parte della Spagna e’ allerta ’arancione’ per il maltempo e ’rossa’ nelle Canarie Dall’inizio del pomeriggio cadono i primi fiocchi di neve sulla capitale spagnola, poco abituata a questo fenomeno. Il comune ha iniziato la distribuzione per tutta la citta’ di quasi 8 tonnellate di sale per ogni evenienza. Nelle Canarie la protezione civile ha decretato l’allerta rossa in previsione di piogge torrenziali (fino a 80 litri al m2 per ora) e di venti molto violenti, che potrebbero raggiungere i 170 km/h. Nella Spagna continentale 18 province sono in allerta arancione in previsione di forti piogge e neve. Le temperature sono in calo in tutto il paese.

giovedì 25 febbraio 2010

222.517: la nuova stima dei morti di Haiti





(ANSA) - PORT-AU-PRINCE, 24 FEB - Il nuovo bilancio ufficiale del terremoto che ha devastato Haiti il 12 gennaio scorso e' di 222.517 morti. Lo ha reso noto ieri l'Ufficio dell'Onu per gli affari umanitari citando i dati della protezione civile dell'isola caraibica secondo la quale oltre ai morti il sisma ha provocato 310.900 feriti e oltre 1,5 milioni di sinistrati.

sabato 16 gennaio 2010

Haiti: centinaia di migliaia di morti per il terremoto

MILANO - Il terremoto che ha devastato Haiti potrebbe aver ucciso più di centomila persone. La tragica previsione è del premier Jean Max Bellerive, intervistato dalla Cnn: «È difficile fare una valutazione precisa del numero delle vittime - ha ammesso -, di quanti edifici e quante costruzioni siano crollati con le persone dentro. Credo che siamo al di sopra delle centomila vittime. Spero che non sia vero, spero che la gente abbia avuto il tempo di uscire in strada. Alcuni quartieri sono stati distrutti completamente, non si vede più una persona».

(fonte: Il Corriere della Sera del 13 gennaio)


ROMA (13 gennaio) - Non è ancora certo il bilancio delle vittime del violento sisma di magnitudo 7 che ieri sera alle 17 locali (le 23 in Italia) ha devastato Haiti. Il premier haitiano Jean Max Bellerive ha detto che il terremoto potrebbe avere causato «oltre 100 mila morti». Il presidente di Haiti, Renè Preval parla di «scuole piene di cadaveri». In un'intervista alla Cnn Preval ha detto di avere udito stime, sul numero delle vittime. oscillanti fra 30 e 50 mila morti ma di non poter stabilire per il momento una cifra sicura. «È una catastrofe - ha aggiunto sua moglie, Elisabeth Preval - per le vie della città si inciampa in corpi senza vita». Secondo il il senatore haitiano di opposizione Youri LaTortue, nipote dell'ex presidente Gerard Latortue, le vittime potrebbero essere mezzo milione. Secondo L'Onu un terzo della popolazione (tra i 3 e i 3,5 milioni di persone) è stata colpita dal terremoto.

(fonte: Il Messaggero del 13 gennaio)

domenica 18 ottobre 2009

Un "nastro magnetico gigante" di origine sconosciuta ai confini dell'Eliosfera.

"Questo è un nuovo risultato scioccante" dice il principale inquirente del progetto IBEX, Dave McComas del Southwest Research Institute. "Non avevamo idea che questo nastro esistesse - o che cosa l'abbia creato. Le nostre idee precedenti riguardo all'eliosfera esterna dovranno essere riscritte". [...] "Non può essere una coincidenza, ci sfugge qualche fondamentale aspetto sulle interazioni tra l'Eliosfera e il resto della galassia. I teorici stanno lavorando come pazzi per cercare di capirci qualcosa."

Dal sito della NASA:

October 15, 2009: For years, researchers have known that the solar system is surrounded by a vast bubble of magnetism. Called the "heliosphere," it springs from the sun and extends far beyond the orbit of Pluto, providing a first line of defense against cosmic rays and interstellar clouds that try to enter our local space. Although the heliosphere is huge and literally fills the sky, it emits no light and no one has actually seen it.
Until now.

NASA's IBEX (Interstellar Boundary Explorer) spacecraft has made the first all-sky maps of the heliosphere and the results have taken researchers by surprise. The maps are bisected by a bright, winding ribbon of unknown origin:

"This is a shocking new result," says IBEX principal investigator Dave McComas of the Southwest Research Institute. "We had no idea this ribbon existed--or what has created it. Our previous ideas about the outer heliosphere are going to have to be revised."

Although the ribbon looks bright in the IBEX map, it does not glow in any conventional sense. The ribbon is not a source of light, but rather a source of particles--energetic neutral atoms or ENAs. IBEX's sensors can detect these particles, which are produced in the outer heliosphere where the solar wind begins to slow down and mix with interstellar matter from outside the solar system.

"This ribbon winds between the two Voyager spacecraft and was not observed by either of them," notes Eric Christian, IBEX deputy mission scientist at NASA's Goddard Space Flight Center. "It's like having two weather stations, but missing the big storm that runs between them."

Unlike the Voyager spacecraft, which have spent decades traveling to the edge of the solar system for in situ sampling, IBEX stayed closer to home. It is in Earth orbit, spinning around and collecting ENAs from all directions. This gives IBEX the unique "big picture" view necessary to discover something as vast as the ribbon.

The ribbon also has fine structure--small filaments of ENA emission no more than a few degrees wide. The fine structure is as much of a mystery as the ribbon itself, researchers say.
One important clue: The ribbon runs perpendicular to the direction of the galactic magnetic field just outside the heliosphere, as shown in the illustration at right.
"That cannot be a coincidence," says McComas. But what does it mean? No one knows. "We're missing some fundamental aspect of the interaction between the heliosphere and the rest of the galaxy. Theorists are working like crazy to figure this out."


Understanding the physics of the outer heliosphere is important because of the role it plays in shielding the solar system against cosmic rays. The heliosphere's size and shape are key factors in determining its shielding power and, thus, how many cosmic rays reach Earth. For the first time, IBEX is revealing how the heliosphere might respond when it bumps into interstellar clouds and galactic magnetic fields.

"IBEX is now making a second all-sky map, and we're eager to see if the ribbon is changing," says McComas. "Watching the ribbon evolve--if it is evolving--could yield more clues."
Stay tuned for updates.


Author: Dr. Tony Phillips | Credit: Science@NASA

domenica 25 maggio 2008

Ciclone Nargis: 78.000 i morti in Birmania (e nessuno ne parla)



E' difficile non pensare a come sia appena accaduto il terremoto in Sichuan, è difficile non pensare a una catena di eventi, è difficile non notare come i media si dimentichino troppo in fretta dell'uno e dell'altro...

fonte: La Repubblica del 16 maggio 2008


RANGOON - I numeri sono quelli dell'ecatombe. Il nuovo bilancio delle vittime del ciclone Nargis, che lo scorso 3 maggio ha spazzato la Birmania meridionale, è di 77.738 morti. I dati sono forniti dal governo. I dispersi ammontano a 55.917. Un totale di 133.655 persone. Intanto, piogge torrenziali continuano ad abbattersi sul delta dell'Irrawaddy, teatro della tragedia, e la gente continua a a morire per le malattie, gli stenti e anche per il freddo.

Via libera a visita dei diplomatici. Il nuovo bilancio è il primo, fornito dalla televisione di Stato, a dare del disastro una dimensione più in linea con le stime delle organizzazioni internazionali che fanno salire il totale tra morti e dispersi a 200 mila persone, e i senzatetto a forse due milioni e mezzo. Insieme al bilancio più trasparente, da parte della giunta militare al potere è arrivata una piccola apertura. Sabato, per la prima volta, una delegazione di diplomatici di stanza a Rangoon potrà visitare la zona del delta. Niente da fare per i giornalisti stranieri, la cui presenza resta non gradita. Il commissario Ue allo sviluppo e agli aiuti umanitari, Louis Michel, rientrato a Bangkok da Rangoon, ha annunciato che sabato potranno entrare nel paese cento medici di Paesi vicini alla Birmania.

Il rischio epidemie. Organizzazioni umanitarie e le agenzie delle Nazioni Unite intanto aspettano, bloccate dal governo locale, mentre dall'Irrawaddy arrivano testimonianze di sopravvissuti che parlano dei loro congiunti morti di freddo e di stenti nei giorni successivi al ciclone. Incombe lo spettro delle epidemie. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, sarebbe a rischio almeno il 20% dei bambini scampati alla catastrofe. Alcuni casi di colera sono già stati confermati ma il numero, al momento, non sarebbe superiore alle medie normali nella zona. Ma l'organizzazione avverte: il momento di maggior pericolo per le epidemie sarà il periodo tra i 10 e i 30 giorni dopo il tifone.

Le richieste di aiuto. La Croce Rossa ha chiesto 32,7 milioni di euro alla comunità internazionale per aiuti urgenti alla Birmania e anche l'Onu vuole raccogliere fondi, ma aspetta la riunione ministeriale di lunedì dell'Asean (di cui fa parte la Birmania) a Singapore, per stabilire dove e quando indire una "conferenza per raccogliere fondi". E' attraverso la mediazione asiatica che la comunità internazionale cercherà di convincere la giunta militare birmana, per evitare che alla catastrofe naturale segua una catastrofe umanitaria dal bilancio prevedibilmente pesantissimo.

Kouchner: "Un crimine contro l'umanità". Il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, considera il rifiuto, da parte della giunta militare birmana di accogliere operatori umanitari stranieri, come un "inaccettabile crimine contro l'umanità". Kouchner ha ribadito che le Nazioni Unite dovrebbero riconoscere in tale situazione la "responsabilità di proteggere" da parte della comunità internazionale, un concetto che risponde al "diritto di ingerenza umanitaria".